Capodanno nelle Marche -Celebrando i nuovi intenti

Capodanno 2019 Celebriamo i nuovi intenti

 

3 dicembre - Riflessioni del mattino

Questa mattina mentre facevo colazione in un bar è entrato un uomo che ha comprato due ‘gratta e vinci’, poco dopo un altro che ha speso 20 euro sempre tentando la fortuna e dopo un altro ancora. Tutto è accaduto alle 6 circa in cinque minuti. La cosa mi ha colpito e rivolgendomi alla barista, a seguito della mia affermazione: ‘… certo che le persone spendono tanti soldi nei ‘gratta e vinci’ lei risponde dicendo che la ludopatia è davvero molto diffusa al punto che ormai da anni rileva un calo delle vendite degli aperitivi e un forte incremento degli incassi provenienti dal gioco d’azzardo soprattutto dalle slot machine. Cresce la mia curiosità e poco dopo, internet mi rivela che nel 2016 gli italiani hanno giocato 96 miliardi di euro in slot, videolottery, gratta e vinci, lotterie e scommesse. 900.00 italiani soffrono di ludopatia, una patologia definita dal Ministero della Salute come “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze”.

Cosa centra la ludopatia con il capodanno e il celebrare i nuovi intenti?

Il gioco d’azzardo racchiude in se elementi di natura differente: da una parte abbiamo l’eccitazione, il rischio, l’adrenalina o forse il bisogno di colmare un vuoto occupando il tempo e dall’altra il tentativo di cambiare in meglio la propria vita attraverso il denaro, con un’azione che impegna per pochi minuti come quello di comprare un biglietto vincente. Cambiare la propria vita o anche solo uno dei suo innumerevoli aspetti è un nuovo intento. E’ questo che cerchiamo spesso e che manifestiamo celebrando il capodanno, un un nuovo inizio.

Capodanno nel mondo – le date

La data del capodanno dipende da cultura e religione. Il calendario ‘giuliano’ al quale fanno fede le chiese ortodosse e le chiese orientali cattoliche celebrano il capodanno il 14 gennaio. Il capodanno cinese dell’estremo oriente corrisponde al novilunio e si festeggia in diversi paesi tra il 21 gennaio e il 20 febbraio. Il capodanno islamico si festeggia seguendo il calendario lunare islamico che ha circa 11 giorni in meno dell’anno solare. Capodanno in Tibet? Tra gennaio e marzo; nei paesi turco-persiani il 21 marzo; in Thailandia, Cambogia, Bengala e Birmania tra il 13 e 15 aprile; Bangladesh e altre aree asiatiche celebrano il 14 aprile; il capodanno Inca è il 21 giugno; il mese di settembre per il capodanno ebraico; 11 settembre il capodanno etiopico; metà novembre l’inizio anno indù. In Italia si celebra il capodanno il 1 gennaio in tutte le regioni, dal 1691 in seguito all’adozione del calendario gregoriano indotta da Papa Innocenzo XII. Pensate che in Sardegna si festeggiava il primo giorno di settembre (bizantino e non gregoriano) e la traduzione di settembre in lingua sarda è ‘Caputanni’, dal latino caput anni.

Il capodanno segna l’inizio di un nuovo periodo

La tradizione contiene una serie di rituali di natura scaramantica legati al capodanno. E’ usanza indossare biancheria rossa e questa usanza sembra nascere in Cina. La simbologia orientale vede il rosso come colore dell'augurio e della buona fortuna, infatti è spesso presente nelle celebrazioni nuziali. Perché il rosso? In passato il colore rosso veniva utilizzato per allontanare il Niàn la bestia che mangia gli uomini e si è continuato ad usare il rosso per iniziare l'anno protetti dalla buona sorte. Un altro pensiero sull'uso del rosso a capodanno pone radici nel 31 a. C. dove in occasione del capodanno romano, al tempo di Ottavio Augusto, indossare il rosso rappresentava potere, forza, cuore, salute, fertilità. Dall’oriente all’occidente, dal passato al presente, il rosso a capodanno vuole rappresentare energia, fuoco, passione, fortuna. E poi abbiamo le lenticchie mangiate a cena il 31 dicembre per portare ricchezza nell’anno nuovo, e il bacio sotto il vischio come buon auspicio e infine gettare oggetti vecchi o inutilizzati dalla finestra. Questa usanza si sta perdendo, forse è ancora presente al sud ma sempre meno diffusa.

 

origine del rosso a capodanno

Capodanno, il rosso, il fuoco, la trasformazione

L’atto di liberarsi delle cose vecchie è legato al processo della trasformazione. Consciamente o inconsciamente cerchiamo di attivare in noi questo processo evocando il fuoco, anche quando non è possibile accenderlo letteralmente perché non siamo all’aperto ma viviamo in città. E quanti fuochi d’artificio vengono accesi a Capodanno per illuminare il cammino dell’anno che entra e per fare festa e baccano per scacciare pensieri negativi.Anche accendere una candela è un modo simbolico per portare luce alla coscienza, per comprendere, per attivare una comprensione, una trasformazione. Liberarsi di cose che non servono ha la valenza di accendere il più grande fuoco interiore, quello della trasformazione che ci rende presenti qui e ora, nel momento che stiamo vivendo.

Perché è importante lasciar andare

Prendendo spunto da situazioni estreme come la ludopatia, la mia riflessione, iniziata nel bar questa mattina, conclude portando l’attenzione su quanto sia comune cercare di liberarsi da situazioni che impediscono l’autorealizzazione nella vita di un essere umano. La dimensione del successo, dello stare bene della felicità può essere vista come la vetta di una montagna. Chi conosce la montagna o ha fatto un semplice viaggio sa quanto sia importante avere nello zaino tutto l’occorrente ma essere il più leggeri possibile. Quanto ingombro, quanta fatica, quando ci portiamo appresso situazioni del passato. Quanto può essere più risolutivo smettere di delegare alla dea bendata le sorti della nostra vita e cambiare il corso delle cose prendendoci cura di quello zaino, assicurandoci che ci sia solo il necessario, sistemando e ricontrollando ogni mattina che il nuovo giorno inizi senza pesi inutili.

Cosa vuol dire lasciar andare

Non significa buttare via, non è un’azione solo fisica, non è sprecare, non è rinnegare il passato. E’ l’opposto di tutte queste cose. Anzitutto precisiamo che stiamo parlando di oggetti fisici ma quello che è importante capire è che le cose di per se non sono dotate di una vita propria, non hanno energie definite a prescindere. Allo stesso tempo gli oggetti che ci circondano, che fanno parte della nostra casa sono in grado di trasmettere emozioni, di influire sul nostro stato d’animo. E’ vero che gli oggetti di per se non hanno una propria energia ma chi li ha costruiti aveva un’intenzione e per realizzare il suo intento ha scelto materiali, forme e colori specifici. Questo è il primo elemento che infonde vita agli oggetti, l’intenzione. Il passaggio successivo ma anche decisivo si discosta dal piano oggettivo di forme, colori e materiali e fa posto all’interazione tra noi e quell’oggetto ovvero quale è il significato che noi attribuiamo a quel conglomerato di materia chiamato oggetto. A questo punto entriamo nel mondo della relatività dove lo stesso oggetto assume significati diversi in relazione al contorno, alle situazioni.

Cosa devo lasciar andare a Capodanno

Relatività in questo caso significa che l’oggetto viene messo in relazione con diversi aspetti e la sua vitalità, la sua energia si modifica. Riflettiamo al momento in cui siamo entrati in possesso dell’oggetto, quali persone sono state coinvolte, come ci sentivamo in quel periodo della nostra vita, cosa rappresentava e cosa rappresenta per noi. Anche una fotografia risponde alle leggi della relatività, un vestito, una casa, un anello o un soprammobile. A Capodanno ancor più che in altri periodi dell’anno, la relatività di cui parliamo include l’intento di prepararci per un nuovo anno e il lasciar andare l’oggetto diventa ancor più potente, trasformativo. Ecco perché il lasciar andare non è solo un’azione fisica. Quando ci liberiamo di un oggetto dobbiamo comprendere a fondo cosa stiamo intimamente lasciando andare, dobbiamo entrare in contatto con l’atto fisico di allontanare l’oggetto da noi rappresentando l’allontanare da noi qualcosa di noi stessi che non ci appartiene più, qualcosa che non rappresenta il nostro essere oggi.

In pratica

Aprite il vostro guardaroba e prendete tutti i vestiti che non usate mai ma che non buttate via perché ‘….forse un giorno potrebbe servirmi...’ Guardate tutti i vestiti, le foto, anelli, bracciali, catenine, occhiali da sole, che sono legati a persone che non fanno più parte del momento attuale. Coperte, regali, souvenir di posti che avete visitato in un periodo della vita così diverso da quello che state vivendo adesso. In cantina o nel ripostiglio, svuotate la vostra casa di cose inutili e sgomberate il campo della coscienza per fare posto al nuovo anno e alla nuova vita! Se avete cose di valore da lasciar andare portatele con voi alla cerimonia, il prendere consapevolezza di cosa state lasciando andare preparerà l’oggetto o meglio la vostra coscienza alla trasformazione che può avvenire attraverso un dono o una vendita.

Come si svolge la cerimonia di Capodanno

La prima parte della cerimonia consiste in una spiegazione teorica del funzionamento del secondo e del terzo Chakra. Il secondo Chakra è legato all’intestino e rappresenta sul piano fisico il lasciar andare. Il terzo Chakra è collegato allo stomaco e metafisicamente rappresenta l’atto trasformativo nella nostra vita, il potere personale. Seduti in cerchio ognuno dei partecipanti mostrerà il suo lasciar andare al gruppo mettendo le cose al centro ed esplorando il significato che attribuisce ai vari oggetti. Al termine del giro di condivisone se abbiamo rilevato oggetti che desideriamo regalare apriremo lo spazio ad un altro atto magico in quanto trasformativo, il dono. Nel momento in cui facciamo un dono ci stiamo liberando di qualcosa di vecchio per noi e stiamo attivando qualcosa di nuovo per chi riceve. La consapevolezza unita al dono, purificano l’oggetto da energie vecchie.Infine accenderemo un bel fuoco e tutto quello che non inquina e può essere bruciato, verrà trasformato dal fuoco.

Dove andiamo a Capodanno

Capodanno nelle Marche – Celebrando i Nuovi Intenti

La cerimonia del lasciar andare farà parte di un contesto più ampio che includerà un lavoro sul corpo, la cerimonia e la festa di capodanno.Dal 28 dicembre al 1 gennaio ci riuniremo in una splendida villa di campagna a Monte San Giusto in provincia di Macerata. Il primo giorno sarà dedicato al corpo con piacevoli esercizi di consapevolezza corporea e rilassamento per lasciar andare in primis le tossine del nostro corpo.Il secondo giorno, il 30 dicembre sarà dedicato alla cerimonia del lasciar andare, e il 31 è riservato allo spazio di riposo, condivisione, rilassamento. Chi lo desidera potrà ricevere un massaggio ayurvedico o visitare le dolci e suggestive colline della zona. La cena di fine anno prevede un menù eccezionale preparato con materie prime di qualità, con consapevolezza e sarà il dono che concediamo a noi stessi per il lavoro fatto a conclusione del vecchio anno e in onore del nuovo.

ritiro di capodanno

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