Il Ghi

burro ghi

Il ghi (dalla lingua hindī ghī, a sua volta dal sanscrito ghṛta; come anglicismo anche ghee) è il burro chiarificato usato nella cucina indiana e, in generale, nei paesi asiatici. Si tratta di un burro privato dell’acqua e della componente proteica, quindi con un contenuto di grassi superiore a quello del burro standard.

L’Ayurveda riconosce nel ghi un elisir di lunga vita perché ha un effetto di ringiovanimento e di rigenerazione delle cellule, è un ottimo antiossidante e ha qualità rinfrescanti. È prodotto in forma naturale: il burro senza sale viene liberato dall’acqua e dagli elementi delle proteine in esso contenuti e cosi diviene un prodotto puramente naturale. Il ghi ha molteplici usi, interni ed esterni. È un elemento nutrizionale di base. È da usarsi in ogni buona cucina; oltre che ad essere un elemento base da tenere in ogni casa come rimedio farmaceutico-casalingo. È usato per la produzione di cosmetici e di preparati ayurvedici. II ghi insieme all’acqua è la cosa più importante per la purificazione del corpo. L’Ayurveda senza ghee non è nemmeno pensabile. Il ghee è facilmente digeribile e spegne i bruciori dello stomaco. È assorbito facilmente dall’intestino per affluire direttamente alle cellule del corpo; aiuta a bilanciare lo stress e il nervosismo tipici del nostro tempo.

 

Utilizzo del ghi

Il ghi viene utilizzato da tempo immemorabile per la preparazione del cibo. Già nel risorgimento era conosciuto accanto al bestiame e frumento come una ricchezza chiamata: l’oro liquido. La cucina ayurvedica usa il ghi al posto del burro e dell’olio, rispetto ai quali è più conveniente dando buoni risultati con un consumo minimo. Non necessita di refrigerazione, è facilmente digeribile ed il suo gusto leggermente dolce rende le pietanze più raffinate e piene nel gusto. Si usa per cucinare, friggere e arrostire perché si può scaldare e cuocere senza che ciò pregiudichi le sue qualità: a differenza dell’olio d’oliva o di altri grassi mantiene le sue caratteristiche anche quando è utilizzato a temperature elevate.

Il ghi è l’unico grasso che aiuta il corpo anziché appesantirlo. Ha la particolarità di aiutare la digestione, e le persone che devono evitare i grassi non devono con questo più rinunciare a dolci e fritture solo perché hanno problemi di colesterolo o malfunzionamento di fegato e bile; il ghi tiene il colesterolo bilanciato. Ottimo per soffriggere spezie, per insaporire le verdure a vapore e per insaporire il pane con le spezie. Le sostanze chimiche, esempio pesticidi, che si trovano nei nostri cibi, sono smaltiti, attraverso il ghi. L’uso del ghi durante i pasti elimina dal corpo congestionamenti pre-esistenti. È utilizzabile sia internamente, sia esternamente, per questo è ritenuto un rimedio universale. Già dopo poche ore dal parto, la madre dà al suo bambino poche gocce di ghi, che è ottimo anche per la pelle sensibile del nascituro. La madre lo prende come rilassante oltre che come digestivo. Al mattino protegge la pelle del viso, e si può usare anche come dopobarba; applicandone un poco nelle narici le pulisce e le protegge dai raffreddori; applicato la sera sotto i piedi aiuta ad avere un sonno salutare. Preso con il latte caldo ci aiuta a dormire meglio e il mattino successivo si andrà regolarmente in bagno. Aiuta gli occhi stanchi, togliere l’affaticamento e rinforza la vista. È molto adatto per togliere il trucco; protegge la pelle delle mani che tende a screpolarsi col freddo ed inoltre toglie lo sporco difficile dalle dita.

 

Infine è un buon rimedio per togliere le macchie dai vestiti (assorbe molto bene), o per rinfrescare e ridare bellezza a superfici come metallo, legno o materiale plastico. Nella farmacopea Ayurvedica esistono molti preparati che contengono come sostanza di base il ghi. Diversi estratti di piante medicamentose vengono preparati con regole ferree e poi mescolati insieme al ghi: ciò aumenta il loro potere curativo. Sulla lista degli elementi che riescono a legare a sé i radicali liberi, al primo posto, prima della vitamina A ed E, possiamo inserire il ghi, che ha sul nostro corpo l’effetto di allungare la vita, se usato costantemente. Il ghi rafforza i meccanismi di difesa del nostro corpo e il sistema immunitario, toglie il senso d’ansia e di nervosismo, purifica l’organismo da eventuali scorie, aiuta la produzione di ojas, nutre e rafforza il tessuto corporeo e i suoi componenti (plasma, sangue, ossa, midollo osseo e nervi), bilancia i tre principi del metabolismo, Vata, Pitta e Kapha (vento, fuoco, acqua), riduce il colesterolo, tranquillizza i nervi, rende le articolazioni più sciolte e fluide. Migliora le funzioni del nostro cervello, migliora l’intelligenza e la memoria, rafforza il fegato, pacifica i bruciori di stomaco equilibrando agni, il fuoco digestivo, scioglie le tossine e toglie l’acidità del corpo, stimola la secrezione, crea e rende la pelle morbida, elastica, tonica e liscia.

Utile soprattutto per disturbi tipici della costituzione vata, come stipsi e gonfiore addominale (assumendolo in piccolissime dosi alla mattina a stomaco vuoto), ha anche la capacità di pacificare pitta. Il ghi contiene molte sostanze minerali, Na, Ka, Ca, Ph, Mg, Fe, e le vitamine A, E e niacina. A seguito della bollitura prolungata, è esente da proteine animali. Per uso esterno può essere utilizzato nei massaggi, in sostituzione dell’olio, essendo un ottimo lenitivo, nutriente ed elasticizzante per la pelle e, inoltre, in applicazioni mirate ad alleviare arrossamenti, eritemi, scottature e screpolature.

 

Come preparare il ghi

Per ottenere il ghi è sufficiente far bollire a fuoco molto basso una buona quantità di burro. Durante la cottura l’acqua evapora e si viene a formare sulla superficie del liquido una schiuma, composta dalle proteine del burro: essa deve essere rimossa man mano con l’aiuto di una schiumarola o con un cucchiaio. Il momento in cui bisogna togliere il pentolino dal fuoco è quello in cui il bollore inizia a trasformarsi; è molto importante rimuovere dal fuoco il prodotto ottenuto prima che esso inizi a friggere: questo è il momento in cui il burro si è trasformato in ghee. Il prodotto ottenuto sarà un liquido quasi trasparente che raffreddandosi assumerà una consistenza cremosa. Dopo averlo filtrato lo si può deporre in vasetti di vetro sigillati e conservare fuori dal frigorifero per mesi, in un luogo fresco ed asciutto.