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Viaggio Spirituale in India

Il viaggio spirituale è qualcosa di appartenente a una realtà immateriale, al complesso della vita psichica, intellettuale e affettiva dell'essere umano.
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Medicina Tribale, Ayurveda e Yoga

Viaggio Spirituale in India:

Medicina Tribale, Ayurveda e Yoga


Un viaggio spirituale immersi nella medicina tribale, a contatto con Ayurveda e Yoga. Un percorso di crescita interiore e di condivisione.

Prossimo viaggio: dal 5 al 28 gennaio 2021
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Cos’è un viaggio spirituale

L’aggettivo spirituale viene definito dal dizionario come qualcosa di appartenente a una realtà immateriale e il vocabolario menziona lo spirito come complesso della vita psichica, intellettuale e affettiva dell’essere umano. E ci fermiamo qui, queste parole possono aiutarci a capire che questo viaggio propone un modo, una visione della dimensione stessa del viaggiare che potrà risvegliare la nostra psiche mettendoci in contatto con pensieri ed emozioni. Il viaggio, quello vero, è sempre dentro di noi e scegliamo di rappresentarlo con situazioni che mettano in moto il nostro processo di consapevolezza. Andare in un paese lontano, toccare con mano un altro modo di vivere, lasciar andare le nostre abitudini, quello che conosciamo e che facendolo tutti i giorni ci da sicurezza, è un ottimo modo per mettere alla prova la nostra capacità di adattamento e scoprire aspetti di noi che non conoscevamo.

Perché un viaggio spirituale in India

Perché l’India è per definizione il luogo più spirituale della terra. L’India è la culla della civiltà, la cultura più antica o tra le più antiche che conosciamo. La filosofia indiana antica e in special modo l’Ayurveda, si basano sui Veda, una raccolta di testi sacri provenienti dagli Ari, i popoli che invasero l’India intorno al decimo secolo a.C. Nelle regioni meno influenzate dall’occidentalismo, possiamo vedere come gran parte della vita indiana che comprende socialità, cibo e molto altro, si basa ancora oggi sui Veda. La diffusione dell’induismo ne è una prova. L’India offre un condensato di sacralità, di usanze in rispetto di luoghi e situazioni che ci faranno riflettere. Vogliamo scoprire cosa vuol dire viaggio spirituale in India? Bene, potremo renderci conto di cosa vuol dire recitare un mantra prima di ogni pasto o prima di un massaggio ayurvedico o di un corso. Potremo entrare in un tempio e anche se al di fuori delle sue mura ci sono migliaia di automobili che continuamente suonano il clacson in un traffico che spaventerebbe Roma, Milano e Napoli nelle ore di punta, saremo avvolti da un senso di pace inenarrabile. Non si può descrivere fino in fondo la spiritualità, è un viaggio esperienziale che si può solo provare.

Il viaggio spirituale negli occhi degli indiani

Avete mai visto gli occhi di un bambino che vi guarda con curiosità perché siete così tanto bianchi rispetto a lui? Avete mai visto gli occhi di una donna che osserva il vostro vestito cosi diverso dal suo? E avete mai incontrato un gruppo di ragazzi che vi chiede di fare decine e decine di foto per poter testimoniare agli amici che non sono presenti insieme a loro che hanno conosciuto degli occidentali? Questo è quello che vedremo nel distretto di Wayanad un angolo di India dove la forza della foresta ha lavorato per preservare le usanze e i riti e dove il turista è ancora una novità. Sarete colpiti dalla semplicità e dalla purezza di alcuni gesti e credo che capiremo tutti che la spiritualità non è rifugiarsi dentro una grotta o in cima ad una montagna ma è stare con le persone e vedere come il nostro mondo interiore ha bisogno di mettesi a confronto con il mondo al di fuori di noi. Il viaggio spirituale più profondo è specchiarsi negli occhi dell’altro e vedere oltre le forme o il colore della pelle, sentire il cuore delle persone. Mi sono spesso chiesto perché proprio l’India porta fuori cosi tanto quello che abbiamo dentro. Non ho una risposta o meglio, credo che formularla in pensieri e parole in qualche modo bloccherebbe un movimento bello così com’è, senza definizione. Di certo tutto quell’insieme chiamato India fa emergere parti di noi nascoste… ed ecco la spiritualità, l’immateriale della psiche, fatto di pensieri ed emozioni.

Il viaggio spirituale in India con Ayurveda e Yoga

Pilastri dei Veda, utilizzeremo l’Ayurveda per imparare a conoscere noi stessi. Ayurveda significa conoscenza della vita e se vogliamo avere una relazione armoniosa con la vita, con tutto ciò che ci circonda, abbiamo bisogno per prima cosa di conoscere noi stessi. Dobbiamo conoscere i punti forti e i punti deboli della nostra costituzione fisica e caratteriale, quale è il cibo migliore per noi e le abitudini più o meno ​rigeneranti nel nostro quotidiano. Lo Yoga ci insegna a conoscere il nostro corpo sotto il profilo del movimento consapevole, della distensione dei muscoli, della corretta respirazione. Il massaggio ayurvedico e i trattamenti personalizzati sono un ottimo modo per ristabilire il contatto con noi stessi, per rigenerare il corpo e riposare una mente che troppo spesso non si permette di staccare la spina.

Viaggio spirituale e pratiche di detossinazione

L’Ayurveda e lo Yoga utilizzano diverse pratiche per la purificazione del corpo e dei canali di circolazione del Prana ovvero dell’energia vitale. Ma come può una pratica di detossinazione attivare un processo spirituale, un viaggio interiore spirituale? Lo spirito deve manifestarsi, deve farsi comprendere e ha bisogno di una scatola: la forma fisica, l’azione. La materia deve avere vita per non essere fine a se stessa e priva di significato. Ed è proprio questo il punto, il significato che noi attribuiamo alle cose, l’intenzione caratterizza le azioni. Le pratiche di purificazione dello Yoga e dell’Ayurveda saranno guidate da maestri indiani e uniranno un processo fisico di liberazione delle tossine ad una dimensione emozionale ed energetica di liberazione dei carichi, delle scorie del nostro passato. Anche se l’India è conosciuta per la sua scarsa pulizia, torneremo a casa più puliti e più leggeri!

Come si svolge il viaggio spirituale in India

Il viaggio è diviso in due tappe principali: la prima presso il Vedaguru Ayurvedic Center e la seconda varia ogni anno.

Il centro è gestito da Shajeer, nato e cresciuto nella natura di Wayanad, e si avvale dell’aiuto di alcuni tribali con i quali avremo l’opportunità di condividere diversi momenti della giornata. Sono persone molto riservate e rispettose, a tratti un po’ timide perché poco abituate al contatto con gli stranieri; entrare in relazione con loro richiede molto rispetto ed attenzione. Il centro, con l’accoglienza e il calore di Shajeer, è un luogo magico in mezzo alla foresta, diventato un punto di riferimento per esperti di astrologia, vastu, yoga, filosofia indiana, cucina, trattamenti e massaggi ayurvedici, musicisti, danzatrici e molto altro. Avrete il privilegio di vivere un’esperienza decisamente alternativa, al di fuori del consueto viaggio in India. Generalmente agli occidentali che arrivano in India è riservata una visione turistica e commerciale, ben lontana da quello che vivrete al Vedaguru Ayurvedic Village. Questo viaggio è il frutto di una relazione di amicizia e lavoro iniziati nel 2008 in occasione del mio primo viaggio in India.

Le fasi del viaggio spirituale in India

La prima fase prevede l’immersione nel mondo ayurvedico indiano tramite l’incontro con il Vaidya, i trattamenti ayurvedici, la cucina ayurvedica, e le pratiche Yoga e di detossinazione. Sette giorni circa vissuti a stretto contatto con i nativi del posto e con la natura incontaminata di Wayanad, un distretto abitato da circa quaranta comunità tribali.

Il primo giorno incontreremo il Vaidya, Parameswara che vedete toccare il mio polso nella foto, nel 2001. (link a foto su facebook, chiedere a simone)

 

Nadi Vigyam significa lettura del polso e costituisce uno dei momenti più intensi e significativi come esperienza umana e per comprendere come funziona la diagnosi ayurvedica. Il Vaidya è il medico ayurvedico, colui che ha la conoscenza. Attraverso il tocco del polso egli rileva moltissime informazioni di carattere fisico ed emozionale. La lettura del polso tribale differisce molto dalla lettura classica della medicina ayurvedica. Dedicheremo uno spazio molto profondo per l’incontro con Parameswara dove tutti i partecipanti al viaggio potranno ricevere la propria lettura e comprendere la modalità di analisi psicofisica ayurvedica.

Ogni mattina la giornata ha inizio con una tisana detossinante e riattivante e con la pratica Yoga per 90 minuti circa, con lo scopo di risvegliare il corpo e imparare come iniziare ogni giorno occupandosi per prima cosa della propria salute. Dopo la ricca e gustosa colazione iniziano le attività legate all’Ayurveda. Ci saranno alcuni workshop dove apprenderemo le metodologie dell’approccio ayurvedico e tribale dei principi ayurvedici. Segue il pranzo alle ore 13,00 circa e nel pomeriggio si ricevono i trattamenti individuali e si prosegue il lavoro generalmente con un cerchio di condivisione. Prima di cena si dedica un tempo alla meditazione o ad una passeggiata nei dintorni del centro. Il dopo cena sarà ogni volta una sorpresa ed il risultato delle energie mosse durante il lavoro di gruppo. Una giornata verrà dedicata interamente ad un tour che mostrerà il distretto di Wayanad, la bellezza della foresta e alcuni villaggi tribali. Un altro giorno, generalmente a metà settimana, sarà dedicato alle pratiche di detossinazione, una tra le principali è Sankaprakshalana. Non mancheranno occasioni per visitare alcune città nei dintorni. Questa prima fase di lavoro ha lo scopo di individuare il proprio proposito di viaggio e di compattare il gruppo, creando condivisione e coesione.

La seconda fase del viaggio spirituale è la più complessa. Si lascia il villaggio, la sensazione di protezione e avvolgimento degli “amici indiani” e, carichi di un’esperienza di condivisione, con un senso di unione tra i partecipanti e con la terra che ci ospita, si parte per affrontare un’India decisamente dura, ricca di complessità e disagi rispetto alla nostre abitudini occidentali. Qui vedremo lo stile di vita indiano autentico, con tutti i suoi aspetti entusiasmanti e con quei lati, che potendo scegliere, talvolta eviteremmo ma che fanno parte della realtà indiana e alla fine sarà impossibile non innamorarsene. Il nostro intento è di presentarvi un’India il più possibile vera, senza filtri turistici artefatti. Poche comodità, già preziose rispetto allo standard di vita del luogo, circondati da uno scenario impagabile, quotidianamente in contatto con i nativi del posto, nella terra madre dell’Ayurveda.

Un pellegrinaggio il nostro che utilizzerà le durezze dell’India per manifestare le risorse e gli strumenti interiori che stiamo cercando per raggiungere il nostro proposito di viaggio e per portare a casa una grande ricchezza di spirito. Dopo alcuni giorni di viaggio si arriva alla meta, generalmente un luogo particolare, fuori dal tempo come solo l’India può offrire. Questa parte del viaggio segna un’ulteriore tappa della dimensione spirituale del viaggio dove l’emersione delle difficoltà e il conseguente bisogno di adattamento, forniranno gli elementi personali sui quali lavorare in futuro.

Un viaggio spirituale, non un corso

Gli insegnanti di questo viaggio in India sono i saggi, gli anziani del villaggio, i Vaydia: non ci sono cattedre e banchi di scuola. Ci sono la natura circostante, le relazioni e le esperienze. In ogni villaggio scopriremo la conoscenza tramandata di generazione in generazione dai padri, dai nonni, dagli antenati. Toccheremo con mano la medicina tribale, ascolteremo la loro lingua, il Malayalam e l’Hindi. La mia esperienza di oltre dodici anni di viaggi in India offrirà al gruppo un concentrato di interazioni e esperienze che difficilmente possono essere vissute da soli, soprattutto visitando l’India la prima volta.

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L’India conquista il cuore, ti invade, ti assale con i sui colori, profumi, con la forza della terra così rossa, carica di vita e di semplicità.

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